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sei in: Home » Per gli agricoltori » Costruiamo il conto economico » Quanto mi costa il prodotto che voglio vendere?

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Manuale CE - Quanto mi costa il prodotto che voglio vendere?

Le alternative di commercializzazione

All'interno del punto vendita gli agricoltori potranno vendere i propri prodotti e quelli eventualmente acquistati da altri fornitori non soci,  questi ultimi in quantità inferiore ai primi [v. Manuale sulla normativa]. In entrambi i casi, per poter costruire il conto economico è necessario calcolare il costo di acquisto di questi prodotti, ossia il prezzo che il gestore del punto vendita dovrà pagare a chi fornisce la merce.

Si potranno presentare 3 diverse situazioni:

 
Il prezzo di acquisto dei prodotti dovrà tenere conto della componente di servizio (confezionamento, trasporto, frequenza di consegna) che impattano sui costi del fornitore.

Nel caso di una cooperativa, gli "utili" generati possono essere erogati ai soci sotto forma di ristorno, con il vantaggio di essere esenti da tassazione al livello della cooperativa (entreranno a fare parte del reddito del produttore agricolo che li riceve, e saranno tassati come parte di tale reddito). Il ristorno rappresenta infatti la remunerazione del lavoro o del prodotto conferito dai soci, remunerazione che può essere quantificata soltanto al momento della chiusura del bilancio, sottraendo ai ricavi della cooperativa tutti i costi dei servizi (di confezionamento, commercializzazione ecc.) realizzati per poter vendere i prodotti dei propri soci. Nel caso di cooperative, quindi, conviene considerare come prezzo del prodotto il prezzo pattuito al netto del ristorno, ovvero l'acconto che viene sicuramente versato al produttore per il conferimento del prodotto. Il ristorno o il conguaglio potranno essere calcolati separatamente, partendo dall'utile ante-imposte [link a sezione sull'utile]


Quanto mi costa il magazzino?

Quando ci si appresta ad avviare un'attività commerciale è molto importante stimare anche i cosiddetti "costi di magazzino", che spesso vengono ignorati o sottovalutati.

La presenza di tali costi deriva dal fatto che non vi è un immediato passaggio di proprietà del prodotto tra il fornitore ed il cliente finale. In altre parole, il costo di magazzino si crea perché la vendita ai clienti non sempre avviene lo stesso giorno in cui si è acquistato quel dato prodotto dal fornitore. 

Il costo principale per la costituzione del magazzino è generalmente sostenuto al momento dell'avvio della nuova attività, quando cioè ci si deve rifornire prima di aver iniziato concretamente a vendere. Successivamente, quando l'attività è avviata, l'acquisto del magazzino entra di fatto "a regime" e il suo impatto diventa meno oneroso. Tuttavia è molto importante mantenere costantemente monitorato il livello del magazzino, soprattutto in rapporto alle vendite: laddove si dovesse registrare una decisa variazione del fatturato, è importante adeguare il livello di scorte (aumentandole o diminuendole) per non correre il rischio di rimanere sprovvisti di prodotto (se le vendite aumentano) o di ritrovarsi con un magazzino troppo elevato (se le vendite diminuiscono).

Questa circostanza va valutata anche in funzione della deperibilità dei singoli prodotti e della conseguente  % di scarti per la perdita di qualità.

 
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