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Carne avicola: mercato UE in lieve crescita per il prossimo biennio

áBruxelles, 7 marzo 2014

Il pollame rimane il settore pi¨ dinamico tra le carni con produzione e consumo in aumento dal 2007, anche se di recente il ritmo di crescita Ŕ apparso pi¨ lento rispetto al passato. La produzione comunitaria ha continuato ad espandersi nel 2013, soprattutto grazie al contributo di Germania e Polonia (rispettivamente +2% e +8% nei confronti del 2012) e, in base alle previsioni di breve periodo recentemente divulgate dalla DG Agricoltura della Commissione Europea, dovrebbe aumentare, seppure in misura piuttosto contenuta, anche nel prossimo biennio (meno dell'1% sia nel 2014 che nel 2015). In un contesto economico ancora fragile, il consumo di carne di pollame dovrebbe continuare ad aumentare - lievemente - , poichÚ grazie alla sua competitivitÓ di prezzo non dovrebbe risentire della maggiore offerta stimata di ácarni bovine e suine.

L'UE si conferma un forte esportatore netto, con pi¨ di 500.000 tonnellate che nel 2013 hanno varcato i confini comunitari, nonostante la decisione del luglio 2013 di azzerare la restante parte delle sovvenzioni all'esportazione. Tuttavia, la politica finalizzata all'autosufficienza messa in atto dal governo russo ha ridotto i flussi diretti verso la Russia del 18%, trainando al ribasso anche le vendite in Ucraina e Bielorussia e facendo complessivamente diminuire le esportazioni comunitarie dell'1% rispetto al 2012. Con l'aumento della concorrenza da parte del Brasile sul mercato mondiale e la riduzione della domanda russa, le esportazioni potrebbero ridursi ulteriormente nel 2014 per poi risalire nel 2015.

Dopo due anni di aumento delle importazioni, il 2013 Ŕ stato caratterizzato da un calo del 6% principalmente a causa dei minori acquisti dal Sud America, in particolare dal Brasile ( -12 %). L'UE si Ŕ indirizzata verso nuovi mercati di approvvigionamento, in particolare la Thailandia (+15 % rispetto al 2012) dopo la rimozione del divieto comunitario sul pollo fresco di provenienza thailandese. Nel breve periodo, tuttavia, il rallentamento della crescita dei consumi interni dovrebbe tenere le importazioni ad un livello di stabilitÓ.

 
 
 
 

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