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Ismea pubblica il trimestrale "Tendenze" sul Mais, Soia e Orzo

Roma, 2 maggio  2014

E' prevista in lieve ribasso nel 2014 l'offerta mondiale di mais dopo gli esiti produttivi record dello scorso anno, mentre in Italia le prime indicazioni provenienti dalle intenzioni di semina confermano un calo strutturale delle superfici investite. È quanto emerge in sintesi dal trimestrale Ismea "Tendenze" dedicato alla mangimistica (mais, soia e orzo) e relativo al primo trimestre del 2014.

Più nel dettaglio, spiega Ismea, nell'anno in corso dovrebbero risultare in calo in Italia oltre agli investimenti in granoturco anche quelli di orzo e soia, quest'ultima interessata nel 2013 da un buon risultato produttivo.

Sempre più dipendente dall'approvvigionamento estero, l'Italia ha importato lo scorso anno quasi 4 milioni di tonnellate di granella di mais circa il 50% in più rispetto al 2012, raddoppiando gli acquisti dall'Ucraina, che risulta pertanto nel 2013, il nostro primo Paese fornitore. Anche per la soia il 2013 si è chiuso con un incremento delle importazioni di oltre il 15%, con un quantitativo che ha sfiorato 1,4 milioni di tonnellate, mentre gli acquisti di farina di soia hanno registrato una battuta d'arresto dell'8,5%, imputabile ai minori volumi provenienti da Argentina e Slovenia.

Sul versante dei prezzi all'origine, il primo trimestre del 2014 ha segnato a livello internazionale una decisa inversione di tendenza. Dopo l'andamento flessivo che ha contraddistinto tutto il 2013, le rilevazioni Ismea indicano infatti un aumento di circa il 4% del prezzo del mais statunitense rispetto all'ultimo trimestre del 2012 e del 2,3% per la soia.

Di riflesso alle dinamiche internazionali, anche in Italia si è registrato nel trimestre in esame una lieve rivalutazione dei listini nazionali a livello congiunturale. Più nel dettaglio, il valore medio del mais si è attestato a 186,39 Euro/tonn (+0,4% sul trimestre precedente), la soia (seme) a 455,93 (+7%), l'orzo a 193,64 (+2%), mentre le farine di soia sono scese a 464,31(-2,3%).

Per mais orzo e seme di soia, sottolinea l'Ismea, il confronto su base tendenziale (ossia rispetto al I trimestre del 2013) risulta ancora ampiamente negativo. In controtendenza la farina di soia che invece ha spuntato un prezzo mediamente più elevato rispetto a un anno fa. 

 
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