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Ovicaprini

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Ovicaprini - Report mercati

Il report viene aggiornato periodicamente
  1. Indici prezzi e costi
  2. Prezzi nazionali ed esteri
  3. Prezzi Gdo e acquisti
  4. Scambi con l'estero
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Aggiornamento: settembre 2014

Ovicaprini - Cruscotto degli indicatori

 
offerta
prezzi origine
prezzi ingrosso
indice prezzi
indice costi
domanda Q
import Q
import V
import Q
import V
periodo
gen-mag'14
gen-ago'14
gen-ago'14
lug'14
giu'14
gen-lug'14
gen-giu'14
gen-giu'14
gen-giu'14
gen-giu'14
prodotto
agnelli
agnelli macello 8-12 kg
carni di agnello
agnelli
mangimi ovicapr.
carni ovine
animali vivi
 
carni
 
valore
65.598
3,46
8,26
98,07
124,90
26.404
17.720
71.246
12.139
60.854
udm
quintali
euro/kg
euro/kg
indice
indice
t
tec
000 euro
tec
000 euro
var.% tendenziale
-36,7
-2,6
3,1
-3,7
-1,8
-2,3
25,8
10,5
-4,2
-3,7
 
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.

nota: i prezzi sono espressi in euro/kg; gli indici dei prezzi sono in base 2010=100; gli indici dei costi sono in base 2000=100

 

SINTESI

Il 2014 sembra chiudersi all'insegna della crisi del settore ovicaprino nazionale.
Complice il persistere delle difficoltà strutturali nella fase di allevamento e il calo dei consumi in atto da tempo, l'epidemia della lingua blu nell'ultimo anno - che ha colpito soprattutto le aziende della Sardegna - ha determinato il crollo verticale del settore.
Secondo le stime Ismea, l'anno in corso si dovrebbe chiudere con una contrazione importante dei consumi (-7% rispetto al 2013) e, soprattutto, con una caduta verticale della produzione nazionale (-30%), solo in parte compensata da un maggior numero di agnelli da macello importati. Il risultato di tali difficoltà può essere riassunto bene dalla flessione dell'indice di autoapprovvigionamento - la quota della produzione interna che soddisfa i consumi - che si posizionerebbe ad un livello pari al 26%; in altre parole, questo significherebbe che per ogni 10 kg di carne ovicaprina consumata, solo 2,6 kg proverrebbero da allevamenti nazionali (http://www.ismeaservizi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4361).
Il settore, oltre ai problemi legati alla cessazione dell'attività per la scarsa redditività e l'invecchiamento dei conduttori, da anni soffre della competizione dell'uso del suolo da parte dei cereali che, in considerazione delle quotazioni molto elevate degli anni passati, ha determinato un abbandono dei pascoli a favore della coltivazione di grano duro e altri cereali nel Centro-Sud. La domanda, poi, oltre ai cambiamenti strutturali di consumo in atto da tempo, nel periodo recente si è raffreddata ulteriormente a causa della crisi economica che ha spinto molte famiglie a ridurre l'acquisto delle fonti proteiche più costose.
In questo contesto di grande difficoltà, l'emergenza della lingua blu - nonostante le misure sanitarie messe in atto in tempi relativamente rapidi -, in conseguenza Dell'abbattimento di un numero elevatissimo di pecore tra la fine dello scorso anno e l'avvio del 2014 e gli effetti secondari delle vaccinazioni (aborti, malformazioni, ecc),ha determinato in Sardegna - la regione che da sola rappresenta oltre il 40% del patrimonio ovino del Paese - un'offerta ridottissima nella scorsa campagna pasquale.
In questo quadro, i segnali positivi sono giunti dal mercato del latte indirizzato al Pecorino destinato all'export, rafforzatosi nel periodo recente anche grazie alla svalutazione dell'euro nei confronti del dollaro, che ha reso più competitivo il prodotto destinato agli Usa, mercato di elezione del prodotto nazionale
esportato. Nell'ultimo periodo il mercato dei formaggi ovini ha mostrato un aumento delle quotazioni, sia su base congiunturale che tendenziale, grazie alle ridotte disponibilità di prodotto e al buon andamento delle esportazioni.
Oltre a questo, poi, si è continuato ad osservare il buon andamento del segmento della capra che, nonostante le dimensioni contenute, continua ad evidenziare una crescita costante grazie al perdurare dell'interesse della domanda.

Sul versante internazionale, i recenti incontri tecnici presso la DG Agri, hanno mostrato un generale stato di difficoltà dell'agnello leggero nell'UE, mentre quello pesante - che caratterizza soprattutto i mercati del Nord Europa - ha evidenziato una buona tenuta dei prezzi che, a metà 2014 hanno addirittura superato quelli del leggero. Nel complesso, la produzione europea dovrebbe arretrare dell'1-2% nel corso dell'anno, seguendo una tendenza analoga della domanda e, conseguentemente dell'import dai principali paesi di approvvigionamento (soprattutto Nuova Zelanda).
Anche in questo, così come in altri mercati, la Cina si avvia a giocare il ruolo principale: nei primi sette mesi dell'anno a fronte di una flessione delle esportazioni della Nuova Zelanda - primo esportatore mondiale - verso l'UE (-7%), l'import della Cina è cresciuto del 18%, consolidando ulteriormente il ruolo di primo paesi di sbocco del mercato mondiale.


 

INDICI ISMEA

 
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PREZZI

mercato estero

FusionCharts
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mercato nazionale

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PREZZI GDO E ACQUISTI DOMESTICI

 
 
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SCAMBI CON L'ESTERO

Import di animali vivi e carni

 
gen- giu 2013
 
 
gen-giu 2014
 
 
 
q (t)
v (000 €)
p (€/kg)
q (t)
v (000 €)
p (€/kg)
TOT. IMPORT
20.693
100.883
4,88
23.532
105.310
4,48
Carni ovicaprine tot.
12.667
63.183
4,99
12.139
60.854
5,01
- congelate
1.380
7.867
5,70
1.163
6.539
5,62
- fresche e refrigerate
11.286
55.316
4,90
10.976
54.315
4,95
Animali vivi
14.088
64.465
4,58
17.720
71.246
4,02
 

Import di animali vivi per paese di provenienza

 
gen-giu2013
gen-giu2014
 
 
 
capi
capi
var%14/13
Quota 2014
Animali vivi
547.543
665.952
22%
100%
-    Ungheria
271.048
333.085
23%
50%
-    Romania
59.568
144.415
142%
22%
-    Francia
97.367
70.871
-27%
11%
-    Spagna
53.324
34.488
-35%
5%
-    Slovacchia
28.064
34.388
23%
5%
-    Polonia
27.290
18.000
-34%
3%
-    Bulgaria
509
17.975
3431%
3%
-    Austria
2.640
3.485
32%
1%
-    Irlanda
2.160
2.726
26%
0%
-    Paesi Bassi
66
2.553
3768%
0%
-    Germania
3.875
2.246
-42%
0%
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Ismea - Area Mercati
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