Report - Clima di fiducia dell'industria alimentare italiana

IV trimestre 2014

L'ultimo trimestre del 2014 si chiude con una ripresa della fiducia dell'industria alimentare italiana. Lo rivelano i risultati dell'indagine Panel dell'Ismea, sintetizzati dall'indice che, con un valore pari a -0,4, (indice non destagionalizzato, il cui campo di variazione è compreso tra -100 e +100), guadagna 4,5 punti sul valore dello scorso trimestre e 3,9 punti su quello dell'ultimo trimestre del 2013.
Rispetto alla scorsa rilevazione, il recupero della fiducia è stato determinato da un maggiore ottimismo espresso riguardo al livello degli ordini ricevuti e al livello delle scorte del periodo; risultano in controtendenza i giudizi sulle attese di produzione, il cui saldo, pur restando positivo registra un arretramento. Il buon andamento degli ordini e la riduzione delle scorte risultano alimentati dalla coincidenza delle festività natalizie nel trimestre di analisi; anche l'arretramento delle attese di produzione per il prossimo trimestre risulta legato a fattori stagionali.
In riferimento al trimestre di analisi, i dati ufficiali Istat sulla produzione industriale ad oggi disponibili rivelano un andamento stagnante del settore manifatturiero nel suo complesso: l'indice del bimestre ottobre-novembre, segna un -0,2% rispetto al dato medio del terzo trimestre 2014 (dati destagionalizzati), mentre su base annua, cioè sul bimestre ottobre-novembre 2013, l'indice registra una flessione dell'1,2% (dati corretti per gli effetti del calendario). Discorso diverso, invece, per il segmento dell'industria alimentare che, nello stesso periodo, registra una migliore performance: l'indice guadagna lo 0,6% su base congiunturale (dati destagionalizzati), perdendo solo lo 0,4% sul bimestre corrispondente del 2013 (dati corretti per gli effetti di calendario). Anche considerando il dato cumulato dall'inizio dell'anno sino al mese di novembre, la produzione dell'industria alimentare si distingue rispetto a quella del manifatturiero nel complesso, segnando un +0,6%, a fronte di un -0,3% di quest'ultimo (dati corretti per gli effetti di calendario).
A livello territoriale, la fiducia dell'industria alimentare risulta polarizzata: l'indice è positivo e in miglioramento, su base trimestrale e annua, per le aree del Nord Est e del Mezzogiorno; negativo e in flessione, su base trimestrale e annua, al Centro e nel Nord Ovest.
Il bilancio sull'andamento della fiducia delle imprese alimentari nel 2014 risulta, comunque, positivo dato che nessun settore ha attraversato nell'anno appena passato un'evoluzione negativa e la maggior parte di essi si sono collocati in posizione positiva o in miglioramento. Solo l'industria dei prodotti dolciari e quella dei prodotti da forno, pur avendo un indice di clima medio ancora positivo hanno segnato un arretramento rispetto a quanto evidenziato nel 2013. Il miglioramento della fiducia dell'industria alimentare italiana risulta allineato all'andamento dei consumi alimentari nazionali, che registrano una lieve ripresa avviatasi in particolar modo dalla seconda metà del 2014. La spesa alimentare della famiglie italiane riferita al periodo gennaio-novembre 2014, infatti, cresce dello 0,6% su base annua, a fronte di un avanzamento dei volumi dello 0,5%, contro, rispettivamente il -3,1% e il -1,2% del 2013.
Infine il focus sulla commercializzazione delle imprese alimentari nel 2014 restituisce uno scenario migliore sul fronte estero, ancora incerto sul fronte nazionale: gli operatori dichiarano, infatti, pareri positivi riguardo al miglioramento della loro posizione competitiva sia sul fronte nazionale, sia su quello estero, che, comunque, risultano inferiori a quelli registrati nel 2013; sull'andamento del fatturato nazionale prevalgono ancora i pareri negativi, segno che la lieve ripresa dei consumi avviata da metà 2014, difficilmente riesce a bilanciare l'andamento stantio dei primi mesi dell'anno; sul fronte estero, i pareri sul fatturato derivante dalle vendite verso Paesi UE, risultano positivi e in avanzamento, quelli sul fatturato in ambito extra europeo, invece, per quanto ancora positivi, sono inferiori rispetto a quanto dichiarato nel 2013.

 
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