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Frutta - Ultime dal settore

IV trimestre tra luci e ombre per la frutta in Italia

Roma, 5 febbraio 2015

Mercato nazionale della frutta tra luci e ombre nel IV trimestre dell'anno. Il buon risultato quali-quantitativo delle principali produzioni stagionali Ŕ stato accompagnato da un andamento flessivo dei prezzi all'origine, mentre sul fronte degli scambi con l'estero, l'export Ŕ stato sostenuto solo dalla domanda dei Paesi terzi.á Queste in sintesi le principali dinamiche del settore frutticolo contenute nell'ultimo numero del trimestrale Tendenze di Ismea.

L'andamento climatico dell'estate 2014 caratterizzato da temperature miti e frequenti precipitazioni, sottolinea l'analisi dell'istituto, ha favorito la qualitÓ e la pezzatura di kiwi, mele e pere determinando, per i primi due prodotti, anche un incremento quantitativo.á Per le mele, stando alle stime diffuse dalle principali associazioni di produttori, l'anno appena trascorso ha fatto registrare una produzione record, con incrementi compresi tra il pi¨ 9,4% in Alto Adige e il pi¨ 21,5% in Trentino.

Risulta complessivamente in aumento anche l'offerta anche di kiwi, seppure con andamenti differenziati tra i diversi areali, mentre per le pere e l'uva da tavola l'annata si Ŕ chiusa con una flessione produttiva.
Sul fronte dei prezzi, le rilevazioni dell'Ismea sui mercati all'origine hanno evidenziato significative flessioni su base annua per mele e pere, con punte particolarmente negative per le varietÓ Stark (-33%) e per le pere Abate (-17%), a fronte di un aumento dei listini di kiwi e uva (rispettivamente +27% e +25%).

Relativamente agli scambi con l'estero, le elaborazioni Ismea sui Istat, indicano un positivo andamento dei volumi spediti oltre frontiera (+0,4% nel terzo trimestre 2014 sullo stesso periodo dell'anno precedente), a fronte di una riduzione di quasi il 12% degli introiti conseguente alla flessione media dei listini. Pi¨ nel dettaglio cresce molto l'export verso l'area Extra Ue (+45% in volume, +14% in valore), e in particolare verso l'Egitto che conquista il nono posto nella graduatoria dei principali mercati di sbocco dell'Italia.á

Buona la performance anche in Algeria, Penisola arabica, Brasile ed Usa, mentre crollano, come prevedibile, gli invii alla volta della Russia e della Libia. Nell'are Ue, che da sola rappresenta l'82% del fatturato generato all'estero, le esportazioni italiane di frutta fresca hanno subito una riduzione del 5% in volume e del 16% in moneta.

Uno sguardo infine al mercato domestico, dove si evidenzia, in base ai dati Ismea-GfK/Eurisko, un aumento dell'1% delle quantitÓ di frutta fresca acquistate dalle famiglie italiane nei primi 11 mesi dell'anno scorso. La flessione dei prezzi medi al dettaglio ha determinato, tuttavia, una riduzione dell'1,5% della spesa corrispettiva.