1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Report

Homepage > Credito » 2015 » Report Credito agricolo N° 1/15 - L'accesso al credito delle imprese agricole nel 2014

Contenuto della pagina

Report - Credito

N° 1/15 - L'accesso al credito delle imprese agricole nel 2014

Nel mese di dicembre 2014, l'Ismea ha replicato l'indagine qualitativa sull'accesso al credito giÓ condotta nel mese di dicembre dello scorso anno. L'indagine ha coinvolto le imprese agricole del Panel dell'Ismea (730 operatori) che sono state intervistate in modalitÓ combinata C.A.T.I. (Computer Assisted Telephone Interviewing) e C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interviewing).

Le informazioni raccolte sono state elaborate con l'obiettivo di esplorare il reale ricorso delle imprese agricole al credito bancario, la loro percezione generale sulle condizioni di accesso al credito e quindi la sussistenza concreta o meno di fenomeni di "restrizione forte" (credito negato dalla banca) e/o di "restrizione debole" (credito concesso, ma rifiutato dal beneficiario per condizioni troppo onerose) in agricoltura.

I principali risultati dell'indagine rivelano un generale miglioramento dell'accesso al credito. Si registra infatti una crescita della quota di imprese che nel corso del 2014 ha fatto richiesta di finanziamento bancario, salita al 25,3% dal 18,3% del 2013. Sempre rispetto a quanto dichiarato nell'indagine dello scorso anno, emerge inoltre un generale miglioramento del contesto, dato che la quota di imprese che ha dichiarato condizioni di accesso al credito pi¨ favorevoli Ŕ cresciuta (dall'1,5% al 10%) e, nel contempo, Ŕ scesa quella di operatori che percepiscono un peggioramento delle condizioni offerte dalle banche (dal 35% al 29%).

I dati della Banca d'Italia sull'ammontare complessivo (stock) del credito messo a disposizione del sistema Paese rivelano per il 2014 il trend negativo osservato a partire dal 2012, sebbene in rallentamento. In tale contesto il settore agricolo denota tuttavia una migliore tenuta per la dinamica dei finanziamenti intercettati, in marginale ripresa, ma soprattutto per la qualitÓ delle linee di credito in essere, che vantano quote di deterioramento pi¨ basse di quelle riscontrate mediamente nell'intero sistema economico nazionale.