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Avicoli e uova - Ultime dal settore

Filiera Avicola italiana, un modello da esportare nel mondo

Sistema integrato e produzione autosufficiente offrono un modello di eccellenza globale. I produttori italiani sono intervenuti davanti ai rappresentanti mondiali del settore avicolo riuniti a Roma in occasione dell'International Poltry Council per discutere le strategie globali per un sistema sempre più equilibrato e sostenibile.

Nel corso dell'International Poultry Council, l'organizzazione che riunisce i principali rappresentanti mondiali del settore avicolo, quest'anno tenutosi a Roma tra il 15 ed 17 aprile, con il coordinamento dei lavori di UNAITALIA, i produttori italiani hanno raccontato ai rappresentanti di tutto il mondo la "carta d'identità" della filiera avicola italiana, rilanciando l'impegno sempre maggiore dell'industria nazionale verso elevati standard di sicurezza e sostenibilità.
E' stato presentato un quadro generale del settore avicolo italiano e sono stati evidenziati i suoi punti di forza.
Si è in particolare evidenziato come si tratti di una filiera fortemente integrata, che si ispira all'approccio europeo del From farm to fork e come la sua struttura ne sia la piena dimostrazione. Ogni singolo gruppo alimentare, infatti, riunisce in se tutte le differenti fasi della produzione, quella di allevamento, quella di macellazione e quella di trasformazione, aumentando la sicurezza e l'efficienza delle produzioni.
Quello italiano è un sistema integrato e completamente autosufficiente, in grado di produrre più di quanto consuma con una percentuale di auto approvvigionamento di circa il 106%.
Più di 6.200 allevamenti in tutto il Paese, suddivisi in allevamenti da ingrasso, ovaiole, riproduttori e svezzatori. Completano il panorama 400 stabilimenti per la produzione di mangimi, 174 macelli piccoli e grandi, e oltre 500 stabilimenti per il taglio e l'elaborazione di prodotti e preparazioni a base di carne.
Nel 2014 la produzione italiana di carni avicole è stata pari a 1.261.200 tonnellate, in lieve aumento rispetto al 2013 (+0,2%), e di 12,6 miliardi di uova.
 Nell'ultimo anno la produzione interna e il consumo di carne di pollo hanno mostrato un sensibile aumento (rispettivamente +1,0% e più 2,3%). Tale aumento, tuttavia, è stato bilanciato dal calo registrato per il settore del tacchino e delle altre specie avicole, portando i valori totali di carni avicole prodotte e consumate nel nostro Paese solamente ad un lieve aumento rispetto al 2013.
Il fatturato totale del settore, che conta oltre 55 mila impiegati, è stato di 5.600 milioni di Euro. Il consumo pro capite di carni avicole si attesta a 19,45 kg, mentre quello di uova è arrivato a 13,73 kg.
Si è inoltre discusso di Influenza aviaria, cercando di approfondire quanto ha pesato, e pesa, l'influenza aviaria sugli scambi commerciali internazionali.
 A questa domanda hanno cercato di fornire qualche risposta gli esperti mondiali rappresentati della Fao e dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie), ricordando le modalità di diffusione del virus, la situazione attuale e gli sforzi prodotti per affrontare al meglio questa malattia.   Il rappresentante di Rabobank, la principale banca mondiale di investimenti per il settore agroalimentare, ha evidenziato gli aspetti commerciali legati al blocco dei commerci per i paesi interessati da focolai di influenza, che hanno portato a una significativa perdita di reddito, in particolare in Cina, ma anche Stati Uniti e Brasile.   Il dibattito su questo tema è stato molto costruttivo e finalizzato all'individuazione di una serie di azioni comuni, per migliorare la lotta mondiale a questo fenomeno che necessita un approccio uniforme da parte delle istituzioni pubbliche e del settore privato. Il ruolo dei paesi all'avanguardia nella lotta alle zoonosi.
Europa in testa, è stato definito cruciale in termini di scambio di   informazione e supporto ai paesi in via di sviluppo che dovranno con il tempo adeguarsi a standard di sicurezza sempre più elevati.

 

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