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Ortaggi - Ultime dal settore

Roma, 6 agosto 2015

Pomodoro da industria: stime di produzione 2015

In aumento del 6,2% le superfici investite a pomodoro da industria in Italia nel 2015 rispetto all'anno prima. E' questo uno dei principali risultati dell'indagine condotta da Ismea in collaborazione con Italia Ortofrutta, Unaproa e l'Alleanza delle Cooperative Italiane (ACI).
A partire dall'elaborazione dei dati rilevati e dalle informazioni raccolte è possibile avanzare una prima proiezione sulle superfici coltivate a pomodoro da conserva nel 2015  in Italia che si attesterebbero intorno ai 72.000 ettari.

Per quanto riguarda la produzione, a fine giugno, gli operatori intervistati erano concordi su un miglioramento della resa per ettaro di circa il 5% rispetto all'anno precedente. Tale percentuale è frutto però di andamenti di segno opposto per le diverse tipologie di prodotto: la resa del pomodoro a bacca tonda è attesa in aumento del 9%, mentre quella del pomodoro a bacca lunga è stimata in flessione del 6% e quella del pomodorino in diminuzione del 3%.
Se le stime relative alla produttività per ettaro trovassero conferma in campo, la produzione risulterebbe in aumento dell'11% circa rispetto al 2014; tuttavia, l'andamento climatico particolarmente torrido del mese di luglio ha determinato seri problemi alle coltivazioni, favorendo fenomeni di cascola fiorale e riduzione dell'allegagione, di conseguenza la resa produttiva media potrebbe essere inferiore rispetto a quanto ipotizzato dai produttori alla fine di giugno.
Infatti, le temperature eccezionalmente alte oltre ad aver inciso in fase di fioritura ed allegagione, stanno determinando gravi scottature delle bacche e di conseguenza il livello qualitativo di alcune partite è risultata non del tutto soddisfacente ed in particolare non adeguato per la trasformazione in pelati ed in cubettati.

Per quanto concerne la tipologia di prodotto, il pomodoro a bacca tonda rappresenta circa l'80% della superficie investita a pomodoro da industria, quello a bacca lunga circa il 20%, mentre una quota residuale, di poco superiore all'1%, è investita a pomodorino.
A livello regionale, i due terzi della superficie investita a pomodoro da industria sono concentrati in Emilia Romagna ed in Puglia. La produzione emiliano romagnola è localizzata soprattutto nelle provincie di Piacenza, Ferrara e Parma, ma anche in quelle di Ravenna, Modena, Reggio Emilia e Bologna. Di contro, la produzione pugliese è localizzata quasi esclusivamente in provincia di Foggia che si conferma la prima in Italia con circa 17mila ettari a pomodoro da industria.

I risultati dell'indagine realizzata da Ismea indicano per l'Emilia Romagna un incremento delle superfici (+7%) e delle rese produttive (+7%) e di conseguenza la produzione è attesa in aumento del 15% rispetto al 2014, ferme restando le considerazioni circa l'andamento climatico delle ultime settimane che sta mettendo a dura prova le produzioni in campo.

In Puglia invece, l'incremento delle superfici investite è più modesto (+2%) mentre la resa è attesa in calo del 7% e di conseguenza anche la produzione dovrebbe diminuire del 5% rispetto al 2014.
Nel comprensorio di Foggia prevale la coltivazione del pomodoro a bacca lunga che occupa il 60% della superficie provinciale destinata a questa coltura, segue il tipo a bacca tonda (37%) ed il pomodorino (3%).

La terza regione per superficie investita è la Lombardia ed in particolare le provincie di Mantova e Cremona. Per la Lombardia, le stime di Ismea indicano un incremento della superficie del 13% rispetto al 2014 ed un aumento di oltre il 40% della resa che, però, nel 2014 era stata fortemente ridimensionata da un clima avverso. Anche in quest'area, le elevate temperature di luglio 2015 potrebbero ripercuotersi negativamente sulla produzione.

A seguire, tra le principali regioni a vocazione pomodoricola si collocano Campania (Salerno e Caserta), Veneto (Verona e Rovigo), Toscana(Grosseto), Lazio (Viterbo), Basilicata e Molise.

La campagna è iniziata con qualche problema per i primi trapianti - quelli realizzati tra fine marzo ed inizio aprile - a causa di gelate che nei casi più gravi hanno comportato il nuovo trapianto di alcuni campi, come ad esempio è successo a Ravenna e Ferrara.
I trapianti successivi non hanno avuto problemi e le piante hanno avuto uno sviluppo ottimo.
Successivamente, a metà giugno violente grandinate hanno interessato il Nord Italia ed hanno colpito con particolare durezza le province di Mantova, Cremona, Verona e Cuneo. In molti casi le grandinate hanno favorito lo sviluppo di batteriosi e di peronospora.

Passando al Centro-Sud, si segnala che nel comprensorio di Campobasso i trapianti realizzati a partire dalla terza decade di aprile e continuati fino alla seconda di maggio hanno avuto problemi di attecchimento a causa delle basse temperature e dei terreni eccessivamente umidi.

Anche in Puglia ed in Basilicata i primi trapianti hanno avuto qualche problema a causa di un andamento climatico sfavorevole che ha ritardato l'accrescimento delle piante. Successivamente, in Molise ed in Puglia il diffondersi di virosi ha abbassato le rese. Inoltre, le infestazioni di orobanche stanno causando qualche problema in Molise, Puglia e Basilicata.
Anche nell'area di Battipaglia (Salerno) i trapianti realizzati ad inizio aprile hanno risentito del clima sfavorevole che ha determinato problemi di batteriosi, infezione che comunque ha interessato una percentuale di piante non superiore al 5%.

 

Ripartizione della superficie per tipologia di prodotto (in %)

 

Superficie, resa produttiva e produzione - Dati per Regione - top 10 (2015 vs 2014, in %)

 

Superficie, resa produttiva e produzione - Dati per provincia - top 15 (2015 vs 2014, in %)

 

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