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Mercati floricoli, cauto ottimismo in coincidenza con le ricorrenze di novembre

Roma, 28 ottobre 2015

La valutazione generale sull'andamento del mercato floricolo, a pochi giorni dalle ricorrenze di novembre, Ŕ moderatamente positiva per la quasi totalitÓ delle aziende di produzione monitorate da Ismea. Rispetto allo scorso anno, relativamente alle varietÓ dei crisantemi, non si osservano novitÓ di rilievo, con la conferma di una netta preferenza per il multifiore a discapito del fiore unico.
La stagione estiva, caratterizzata da temperature particolarmente elevate, soprattutto a luglio e agosto, ma anche in alcune settimane di settembre, ha influenzato la fioritura delle specie coltivate in pieno campo, rallentandone la maturazione. Si avverte una generale riduzione delle quantitÓ disponibili a livello nazionale e, in talune zone, anche della qualitÓ dei crisantemi, che ha comportato un maggiore impegno selettivo in azienda.
L'insieme di tali fattori ha determinato un generale aumento dei prezzi di vendita (+5/10% in media su base annua), con rincari del 9% per le varietÓ Dalia e Pallina, del 12% per la Spider e con punte del pi¨ 20% per il crisantemo multifiore di produzione napoletana.
La vendita all'ingrosso Ŕ iniziata un po' in sordina nei primi giorni di ottobre, ma ha poi recuperato soprattutto al Centro-Nord grazie ad una crescente vivacitÓ della domanda. Rispetto allo scorso anno il ritardo produttivo ha spostato il grosso dei volumi verso la fine di ottobre favorendo il mantenimento degli standard di freschezza fino al dettaglio.
Confidando in un'evoluzione climatica positiva, la merce - ormai quasi tutta nelle mani dei distributori - dovrebbe esaurirsi a ridosso delle ricorrenze dei Santi e dei Defunti. La produzione Ŕ stimata in calo dell'8% in Liguria e del 2-3% in Versilia (Toscana). Nell'ordine dei 3 punti percentuali anche la flessione prevista nel Napoletano, contro un meno 10% atteso nel comprensorio di Pescia (Toscana).
Ismea segnala inoltre che il clima, in talune zone, ha influito negativamente sulla lunghezza dello stelo e sulla grandezza del bocciolo delle varietÓ a palla.
Se nelle regioni del Centro-Nord gli operatori si mostrano ottimisti, nel Meridione, dove la ricorrenza dei Santi e dei Defunti Ŕ pi¨ sentita, la debolezza della domanda che ha caratterizzato buona parte dell'anno potrebbe ancora condizionare il mercato.
Nonostante l'aumento dei prezzi potrebbe pertanto verificarsi, nel Sud Italia, un effetto negativo sui fatturati determinato da un temuto calo dei volumi di vendita.
In particolare si segnala:
- nel distretto sanremese, nonostante il calo produttivo, alcuni magazzini di distribuzione all'ingrosso fuori regione dichiarano aumenti di fatturato di circa il 10% per effetto dell'aumento dei prezzi.
- Nel distretto del pesciatino i fiori hanno avuto una buona qualitÓ sia come calibro sia come lunghezza; qualche problema Ŕ stato causato dagli attacchi di Tripide del crisantemo, sempre a causa dell'eccessivo caldo, ma tali attacchi sono stati prontamente controllati con interventi antiparassitari.
- Nelle zone di produzione di Viareggio il caldo prolungato dei mesi estivi ha avuto effetti ritardanti sulla fioritura dei crisantemi. Molto ha influito il microclima delle aziende, infatti a distanza di pochi chilometri si sono avuti risultati molto diversi sul grado di fioritura di medesime varietÓ; molti coltivatori hanno dovuto riscaldare le serre durante le ore notturne per cercare di anticipare i tempi di consegna dei crisantemi.
- In Puglia, precisamente a Terlizzi, la produzione di crisantemi a fioritura naturale, cioŔ senza oscuramento, Ŕ stata ritardata dalle alte temperature estive e successivamente dal calo di quest'ultime nelle scorse settimane. Il 60% delle aziende del territorio ha avuto un problema con la varietÓ uniflora Snowdon white che ha presentato problemi di crescita dello stelo e boccioli chiusi, problema non riscontrato invece nello Snowdon yellow che presenta una eccellente qualitÓ. La ristrettezza di gamma potrebbe causare la "svendita" della varietÓ gialla con la conseguenza di forti perdite a carico dei produttori.

 
 

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