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Il punto Ismea sull'import di olio di oliva in Italia

Roma, 29 gennaio 2016

╚ cresciuto nel 2015 il ruolo di Grecia e Tunisia tra Paesi fornitori di olio di oliva dell'Italia, con un quantitativo importato di cinque volte superiore rispetto al 2014. ╚ quanto si evince dalle elaborazioni Ismea su dati Istat relativi ai primi 10 mesi dell'anno. Alla base di questa dinamica, spiega l'Ismea, il dimezzamento degli acquisti dalla Spagna, scesi a 260 mila tonnellate (rispetto alle 466 nel periodo gennaio - ottobre 2014), a causa di una scarsa disponibilitÓ della campagna 2014-2015.

Nonostante l'incremento a tripla cifra degli arrivi dagli altri partner commerciali del Mediterraneo - oltre a Grecia e Tunisia anche i conferimenti dal Marocco sono impennati del 200% -  l'import italiano nel periodo in esame si Ŕ attestato a 484 mila tonnellate, l'8% in meno sui primi 10 mesi del 2014. Le importazioni in valore al contrario hanno registrato un balzo in avanti del 37% di riflesso all'aumento medio dei listini, che hanno risentito inevitabilmente del deficit di prodotto immesso nei circuiti commerciali internazionali.

Un andamento, sottolinea l'Ismea, destinato progressivamente ad attenuarsi nel 2015 e probabilmente ad invertirsi nel corso del 2016, considerata l'abbondante produzione di quest'anno dei primi due player mondiali, Italia e Spagna, che dovrebbe a breve rispristinare una situazione di normalitÓ negli scambi.

In base alle ultime ricognizioni dell'Istituto effettuate a gennaio attraverso la sua rete di rilevazione e i dati delle dichiarazioni dei frantoi, si evince infatti, un forte incremento produttivo per l'Oliveto Italia che dalle 222 mila tonnellate della scorsa campagna potrebbe arrivare quest'anno a una produzione superiore a 380 mila (+70%).

Per chiudere, da considerare anche, sottolinea l'Ismea, che la produzione olivicola tunisina, in base alle ultime stime Coi, potrebbe risultare pi¨ che dimezzata rispetto nel 2016 rispetto alle 340 mila registrate nella campagna precedente.

╚ in questo contesto che si collocherebbe, il contingente di 35 mila tonnellate a dazio zero di olio proveniente dalla Tunisia e che potrebbe entrare nel mercato comunitario dopo il via libera di Bruxelles.

 

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