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Olio d'oliva

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Tendenze - Olio di oliva

n.3/2016 - Novembre 2016

Tendenze e dinamiche recenti

Con i frantoi in piena attività sembrano prendere forma le peggiori aspettative degli operatori. Ismea e Unaprol hanno, infatti, ridotto ulteriormente le previsioni produttive 2016, attestate ora a 243 mila tonnellate, praticamente la metà rispetto al dato dello scorso anno.
Male al Sud, dove il -50% stimato ad oggi potrebbe risultare anche ottimistico, mentre al Centro la flessione è di poco superiore al 40%. Fuori dal coro il Nord che mostra invece una progressione rispetto allo scorso anno sia perché le condizioni climatiche non sono apparse tanto sfavorevoli quanto al Sud, sia perché avendo dei bacini produttivi più contenuti è stato più capillare il controllo e la difesa dalle malattie. Da evidenziare che in molte zone l'olivicoltura è piuttosto recente per cui gli impianti entrano in questi anni in piena produzione, esprimendo la massima potenzialità.
I frantoi hanno aperto in anticipo in tutta la Penisola e non solo per una pratica che sta diventando consuetudine di raccogliere appena l'oliva è invaiata, preservando così tutto il corredo organolettico e sensoriale degli oli, ma per una questione decisamente più pratica e cioè quella di salvare quel che restava della produzione.
Quest'anno, infatti, l'anticipo della raccolta è stato dettato dal timore che l'ennesimo attacco di mosca potesse danneggiare ulteriormente le olive, o meglio quelle che ancora avevano resistito agli attacchi precedenti.
Molte olive, infatti, sono state oggetto di cascola ed altre non sono state raccolte perché già compromesse.
Ciò che non ci si aspettava era che all'annata di scarica, strutturale dopo l'ottima produzione dello scorso anno che in alcune aree del Sud ha toccato livelli record, si sommassero gli effetti negativi di un clima inclemente, che ha alternato in modo bizzarro caldo e freddo, con piogge a volte inopportune. Già le prime fasi fenologiche avevano fatto presagire un'annata tutt'altro che abbondante. In molte aree, infatti, il vento ed il freddo avevano provocato una pessima allegagione dopo una fioritura che, mediamente, poteva considerarsi tra il mediocre ed il buono.

 

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