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ISMEA, boom delle uova, ma solo se allevate a terra o all'aperto

Roma, 18 aprile 2019
Crescono gli acquisti di uova in Italia anche se ad aumentare Ŕ soprattutto il valore della spesa, che denota un orientamento del consumatore verso prodotti caratterizzati da standard qualitativi e di benessere animale pi¨ elevati. Secondo un'analisi dell'ISMEA elaborata in occasione delle imminenti FestivitÓ Pasquali, nel 2018 le uova hanno messo a segno un balzo record degli acquisti in valore (+15% sul 2017) a fronte di un incremento molto pi¨ contenuto delle quantitÓ (+1,7%).
Pi¨ nel dettaglio la dinamica degli acquisti in volume denota tendenze contrapposte tra le uova provenienti da allevamenti in gabbie arricchite (che rappresentano ancora il 42% dell'offerta al consumo) e registrano una flessione delle vendite del 19% e le produzioni con un percepito etico-salutare pi¨ alto. Le uova da allevamento a terra (al momento preponderanti nell'offerta della Gdo) hanno incrementato infatti i volumi del 28%, le uova bio del 12% e quelle da allevamento all'aperto, pur rappresentando ancora una piccola fetta nella distribuzione moderna, hanno messo a segno una crescita del 25%.
Mediamente in Italia il consumo nazionale di uova Ŕ pari a 13,4 Kg pro-capite, leggermente sotto la media europea.  In pratica ogni italiano mangia in totale all'incirca 214 uova all'anno, fra consumo diretto e indiretto, considerato che il 40% del prodotto Ŕ utilizzato nell'industria alimentare sotto forma di ovo-prodotti.
Quanto a produzione, l'Italia con le sue 772 mila tonnellate di uova da consumo prodotte ogni anno, riesce a soddisfare interamente il fabbisogno nazionale e si posiziona al quarto posto in ambito comunitario, dopo Francia, Germania e Spagna. Pi¨ della metÓ di questa produzione Ŕ concentrata nel Nord Italia con il Veneto (26%) che guida le statistiche, seguita da Lombardia (25%) e Emilia Romagna (17%). Al Sud Ŕ la Sicilia a rappresentare il polo di riferimento con il 6% della produzione nazionale.

 
 

 

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