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Tendenze - Frutta fresca

Settembre 2019

Focus uva da tavola

La filiera italiana delle uve da tavola Ŕ fortemente orientata alle esportazioni e in conseguenza di ci˛ l'equilibrio economico del settore dipende fortemente dalla domanda estera. Il tasso di autoapprovvigionamento Ŕ molto elevato, si pensi che la produzione italiana di uve da tavola supera di circa tre volte i consumi interni. Allo stesso tempo Ŕ molto alta anche la propensione all'export, infatti le esportazioni rappresentano il 45% circa della produzione. La filiera delle uve da tavola in Italia si basa su una disponibilitÓ di prodotto che Ŕ di poco superiore ad un milione di tonnellate. Il 98% della disponibilitÓ Ŕ garantita dalla produzione interna e il restante 2% dal prodotto di importazione. Se si pone pari a 100 la disponibilitÓ di prodotto (produzione + importazioni), le esportazioni costituiscono la quota maggiore mentre il consumo interno Ŕ pari al 38%. La quota di prodotto destinata alla trasformazione in succo pu˛ esser stimata nel 15%. La quota residua Ŕ costituita dalle perdite lungo la filiera e dal prodotto ritirato dal mercato allo scopo di stabilizzare l'offerta. I quantitativi avviati all'industria dei succhi e quelli relativi alle perdite variano di anno in anno a seconda della qualitÓ della produzione, dell'andamento dei consumi interni e del flusso delle esportazioni. Per quanto concerne i consumi interni, si stima che circa i tre quarti siano destinati alla vendita al dettaglio e il restante quarto sia destinato alla ristorazione collettiva.Negli ultimi anni le statistiche relative alle superfici investite ad uve da tavola in Italia si sono assestate intorno ai 46mila ettari. Queste superfici sono concentrate in Puglia e Sicilia. In particolare, nelle province di Bari e Taranto sono state registrate lievi flessioni degli investimenti mentre in altre aree ci sono verificati degli incrementi. Nel complesso, tra il 2014 ed il 2018 il saldo delle aree vitate in produzione Ŕ positivo, + 2.500 ettari.

 
 

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