Roma, 5 agosto 2020 - Sono tante le incertezze che affliggono le cantine italiane in questa fase complessa dell'economia italiana e globale. Alle pesanti ripercussioni indotte dall'emergenza Covid-19, e da una ripartenza ancora piuttosto stentata della ristorazione, principale canale di sbocco per i vini di qualità medio alta, altre nubi si addensano all'orizzonte.
Secondo il report ISMEA Tendenze pesa innanzitutto, l'incognita dei maggiori dazi statunitensi che potrebbero estendersi anche alle etichette italiane, finora esenti dalle maggiorazioni tariffarie che hanno invece colpito i vini francesi e spagnoli. L'altro fattore di rischio sono le possibili ricadute della Brexit e la prosecuzione del clima di incertezza sul tipo di accordi sul fronte commerciale. Alla lista delle problematiche si aggiungono la recessione globale e le crescenti difficoltà di esportazione di vini in Russia, paese che ha introdotto norme più stringenti (legge entrata in vigora a fine giugno 2020) sia in materia di etichettatura che di soglie di gradazione.
Di contro alcune delle perdite causate dal lockdown sono state in parte compensate dall'incremento degli acquisti di vino presso la Gdo che si è protratta anche dopo la riapertura del canale Ho.re.ca, regalando al settore un +8% degli acquisti in volume nel primo semestre dell'anno.
Sul versante dell'export, fino a marzo si segnalavano buone performance sia a volume che in valore, ma le vendite all'estero hanno subito una battuta d'arresto ad aprile, anche se il primo quadrimestre ha chiuso con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2019. È pur vero che l'impatto più rilevante è atteso a partire da maggio, di cui al momento si conosce solo il pessimo dato relativo all'intero settore agroalimentare (-10%).
In tema di mercato interno le quotazioni, a tutto luglio, hanno mostrato andamenti contrapposti per i vini da tavola e le Doc-Docg, con i primi in ripresa rispetto allo scorso anno, quando comunque i livelli erano molto bassi, e le denominazioni che hanno invece accusato alcune flessioni, essenzialmente riconducibili alla paralisi del canale Horeca.
Tuttavia, a preoccupare gli operatori non è il livello dei prezzi quanto il clima di incertezza sugli sviluppi della domanda finale, sia interna che estera, da qui ai prossimi mesi.
Dal lato dell'offerta, le giacenze, seppure inferiori rispetto allo scorso anno, restano su livelli elevati, in un contesto che, sulla base delle attuali condizioni vegetative dei vigneti, potrebbe determinare una vendemmia generosa, nonostante in questa fase sia prematura qualsiasi indicazione quantitativa sulla campagna 2020/21.