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Agroalimentare - News e Report

Report "Gli scambi agroalimentari dell'Ucraina"

Questa nota analizza l'evoluzione del commercio agroalimentare dell'Ucraina a due anni di distanza dall'inizio dell'invasione da parte della Russia, in continuitÓ con quanto giÓ fatto da ISMEA fin dall'inizio del conflitto attraverso una serie di report specifici. In particolare, nel documento si individuano gli effetti della guerra sugli scambi dei principali prodotti e le diversificazioni geografiche del commercio. I flussi di scambio di prodotti agroalimentari dell'Ucraina, dopo il calo dei volumi del 2022 hanno registrato uno speculare recupero nel 2023, con l'eccezione delle importazioni, risultate in ulteriore contrazione. Molto pi¨ influenzata dalla guerra Ŕ stata la distribuzione geografica delle destinazioni e degli approvvigionamenti, specie dal luglio 2023, quando la Russia ha deciso di abbandonare l'accordo che consentiva il trasporto sicuro attraverso il Mar Nero delle derrate agricole in uscita dai porti ucraini, noto come Black Sea Grain Initiative. Ci˛, infatti, ha reso necessario fare maggiore affidamento a trasporti alternativi come camion e treni che, per ovvi motivi logistici, hanno come destinazione preferenziale i paesi confinanti. Dal 2022, infatti, Romania e Polonia, che avevano importazioni del tutto marginali dall'Ucraina, sono diventati rispettivamente il primo e quinto mercato di destinazione delle esportazioni agroalimentari ucraine. In generale, si pu˛ affermare che la guerra e le sue drammatiche conseguenze sul suolo ucraino, contrariamente a quello che era atteso, non hanno impattato in maniera devastante sulla capacitÓ produttiva del Paese che, infatti, ha continuato a esportare volumi consistenti di prodotti, sebbene in calo nel 2022 e in speculare ripresa nel 2023. Piuttosto, la guerra ha influito sia sulla capacitÓ di spesa dell'Ucraina, che ha ridotto i propri acquisti sul mercato mondiale, sia sulle relazioni commerciali e gli sbocchi di mercato. Ci˛ che prima del febbraio 2022 era destinato a paesi del nord Africa e di quelli asiatici, ora passa in prevalenza dalla UE e, in particolare, da Polonia e Romania. Anche i 951 milioni di euro di prodotti agroalimentari destinati all'Italia nel 2023 costituiscono un livello record, confermando il ruolo importante dell'Italia come destinazione del mais ucraino (2.477 migliaia di tonnellate pari al 10% circa del totale mais esportato) cosý come la relativamente piccola quota di frumento duro (589 mila tonnellate pari a quasi il 4%) necessaria ad arrotondare gli approvvigionamenti nazionali.

 

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