Roma, 19 settembre 2024 - Il settore dell'olio di oliva coinvolge 619 mila imprese
olivicole e 4.327 frantoi attivi sul territorio italiano, per una produzione
che nella scorsa campagna è stata di 328 mila tonnellate, il 36% in più
rispetto alla scarsa raccolta del 2022.La produzione nazionale si è dimostrata
negli ultimi anni tendenzialmente in calo e soggetta a un'eccessiva variabilità
che va oltre la normale alternanza produttiva, risentendo molto dell'impatto
dei cambiamenti climatici.
La campagna appena iniziata si prospetta tutt'altro
che abbondante, nonostante quasi tutti i principali competitor mostrino segni
positivi. Anche quest'anno a pesare, oltre alla naturale alternanza, sono state
le molte avversità climatiche che si sono susseguite durante l'anno.
Il quadro sul settore dell'olio e sulla campagna olivicola
in corso è stato presentato l'11 settembre a Roma, a Palazzo della Valle, in
apertura dell'evento organizzato da Confagricoltura e Costa d'Oro per la
presentazione del Manifesto della Produzione Olivicola Sostenibile.
L'Italia è il secondo produttore, con una quota che
raggiunge il 15% della produzione su base mondiale, secondo esportatore di olio
di oliva al mondo e il primo consumatore, con 8,2 litri a testa all'anno. Il
nostro Paese detiene anche il primato mondiale per varietà, con oltre 500
genotipi di olive da olio, dai quali proviene il maggior numero di oli
extravergine a denominazione in Europa (42 Dop e 8 Igp).
Nonostante l'elevato
numero di denominazioni di origine protetta e indicazioni geografiche, il peso
della produzione certificata è molto limitato, coprendo tra il 2-4% della
produzione nazionale di olio di oliva complessiva.
La situazione produttiva eccezionale di questi ultimi due
anni ha determinato incrementi di prezzo eccezionali. Per mesi, gli oli di
oliva italiani hanno superato la soglia dei 9 euro al chilo, in uno scenario
contrassegnato da forti tensioni anche dei
prezzi degli oli di Spagna, Grecia e Tunisia. .