1. Vai ai contenuti
  2. Vai al menu principale
  3. Vai al menu di sezione
  4. Vai al footer
Ismea Mercati
Contenuto della pagina

Tendenze - Olio di oliva

n.1/2025 - Luglio 2025

Contesto internazionale

Il quadro produttivo internazionale, delineato dagli ultimi dati diffusi dalla Commissione UE e dal Comitato Oleicolo Internazionale (COI), mostra una situazione migliore rispetto alle indicazioni di inizio raccolta. A campagna di frangitura ormai finita, infatti, si stima un volume mondiale complessivo di 3,5 milioni di tonnellate, ben superiore quindi alle due campagne precedenti quando le problematiche legate alla siccità avevano ridotto considerevolmente la produzione 2022 e 2023 soprattutto in Spagna.

Situazione produttiva in Italia

La campagna produttiva 2024/2025 ha confermato le aspettative di una naturale annata di scarica in Italia. Secondo le elaborazioni Ismea dei dati Agea ormai quasi definitivi, i volumi si attesterebbero poco sotto le 250 mila tonnellate (-24%), una previsione più ottimistica rispetto a quella di settembre.

Andamento dei prezzi

Dopo due anni di rialzi dei listini fino a livelli mai registrati prima, con la campagna produttiva iniziata nell'autunno del 2024, le quotazioni del prodotto proveniente dai competitor dell'Italia sono scesi in conseguenza di un'offerta internazionale tornata alla normalità. L'EVO spagnolo è passato rapidamente dai quasi 9 euro ai 3,60 al kg di giugno 2025, guidando verso la stessa direzione anche quello greco e tunisino. Così non è stato per l'extravergine italiano, restato saldamente in media sopra i 9 euro al chilo, nonostante uno scenario internazionale decisamente flessivo. 

Commercio estero e domanda interna

La ripresa degli scambi internazionali ha avuto come protagonista anche l'Italia. Le importazioni italiane, infatti, da gennaio ad aprile 2025 hanno superato le 250 mila tonnellate segnando un +66%, a fronte del quale la spesa è scesa del 13%, conseguenza del rientro dei prezzi internazionali. Le esportazioni italiane, parallelamente, sono aumentate del 19% in volume, con una spesa diminuita del 10%.

 
 

Ultimi rapporti pubblicati