Contesto internazionale
Il quadro produttivo internazionale, delineato dagli ultimi dati diffusi dalla Commissione UE e dal
Comitato Oleicolo Internazionale (COI), mostra una situazione migliore rispetto alle indicazioni di
inizio raccolta. A campagna di frangitura ormai finita, infatti, si stima un volume mondiale complessivo di 3,5 milioni di tonnellate, ben superiore quindi alle due campagne precedenti quando
le problematiche legate alla siccità avevano ridotto considerevolmente la produzione 2022 e 2023
soprattutto in Spagna.
Situazione produttiva in Italia
La campagna produttiva 2024/2025 ha confermato le aspettative di una naturale annata di scarica
in Italia. Secondo le elaborazioni Ismea dei dati Agea ormai quasi definitivi, i volumi si attesterebbero poco sotto le 250 mila tonnellate (-24%), una previsione più ottimistica rispetto a quella di
settembre.
Andamento dei prezzi
Dopo due anni di rialzi dei listini fino a livelli mai registrati prima, con la campagna produttiva
iniziata nell'autunno del 2024, le quotazioni del prodotto proveniente dai competitor dell'Italia sono
scesi in conseguenza di un'offerta internazionale tornata alla normalità. L'EVO spagnolo è passato
rapidamente dai quasi 9 euro ai 3,60 al kg di giugno 2025, guidando verso la stessa direzione
anche quello greco e tunisino. Così non è stato per l'extravergine italiano, restato saldamente in
media sopra i 9 euro al chilo, nonostante uno scenario internazionale decisamente flessivo.
Commercio estero e domanda interna
La ripresa degli scambi internazionali ha avuto come protagonista anche l'Italia. Le importazioni
italiane, infatti, da gennaio ad aprile 2025 hanno superato le 250 mila tonnellate segnando un
+66%, a fronte del quale la spesa è scesa del 13%, conseguenza del rientro dei prezzi internazionali. Le esportazioni italiane, parallelamente, sono aumentate del 19% in volume, con una spesa
diminuita del 10%.