Roma, 4 novembre 2025 — I nuovi approfondimenti di
Ismea segnalano dinamiche positive nelle filiere zootecniche. Nel comparto
suinicolo, nel 2025 i consumi interni sono in progresso (salumi: +3,1% in
volume e +4,8% di spesa; carni suine fresche: +3,7% in volume e +5,5% di spesa).
Sul fronte della domanda estera, dopo un 2024 da record con export oltre 2,5
miliardi di euro (+7,9%) e volumi spediti in aumento (+5%), nel 2025
(gennaio-giugno) l'export cresce ancora (+5,7%), nonostante tra gli elementi
critici si segnalino barriere sanitarie in alcuni mercati e i dazi USA. La
Commissione europea ha inoltre autorizzato la rimozione delle restrizioni per
la PSA nelle province di Lodi, Pavia, Novara e Alessandria. Relativamente alle regioni italiane, si rileva che
la Lombardia guida per numero di capi allevati, mentre nel Centro-Sud si
registra la maggiore concentrazione di allevamenti in Campania, Sardegna,
Abruzzo, Lazio e Calabria.
Nella filiera del bovino da carne, la produzione nazionale è
in aumento nei primi sei mesi del 2025 (+3,4%) dopo il +6,3% del 2024. La
filiera può comunque migliorare sotto il profilo della resilienza, dato il
basso tasso di approvvigionamento (38,8% nel 2024) e la forte concentrazione
della provenienza delle importazioni, con la Francia che rappresenta l'85% del
valore dei ristalli. La catena di fornitura risente della ridotta disponibilità
di capi da ingrasso presso il nostro principale fornitore, dovuta a problemi
sanitari e all'orientamento dei produttori francesi a puntare sull'ingrasso
locale. Nel complesso, Ismea rileva un suinicolo in fase espansiva, sostenuto
da consumi interni ed export in aumento, e un bovino da carne in crescita ma
ancora strutturalmente dipendente dall'estero per l'approvvigionamento,
con importazioni concentrate: un quadro positivo ma da presidiare sul fronte
della resilienza di filiera.