Roma, 3 dicembre 2025 - Un settore trainante per l'economia italiana, resiliente ai numerosi shock
esogeni che si sono susseguiti nel decennio e protagonista in Europa con diversi
primati. È il quadro dell'agroalimentare italiano tracciato da ISMEA nel suo
Rapporto annuale, presentato oggi a Roma alla presenza del Ministro
dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
La solidità dei fondamentali, sia del settore agricolo sia dell'industria
di trasformazione, conferma l'agroalimentare come uno dei pilastri del sistema
economico nazionale, con un peso sul PIL nazionale che arriva al 15% se consideriamo l'intera filiera,
dal campo alla tavola.
I primati dell'Italia in Europa
Il Rapporto ISMEA 2025 conferma la leadership dell'Italia nell'agroalimentare
europeo, con risultati di eccellenza in molteplici ambiti strategici:
A questi traguardi si affiancano le straordinarie performance dell'export
agroalimentare con un valore prossimo ai 70 miliardi di euro nel 2024
e un saldo della bilancia commerciale passato da un deficit di 6 miliardi di
euro del 2015 a un surplus di 2,8 miliardi di euro. Il trend positivo è proseguito anche nel
2025, con esportazioni in aumento del 5,7% nei primi nove mesi.
Particolarmente rilevante la dinamica negli Stati Uniti, dove nel 2024 le
vendite di prodotti italiani hanno raggiunto 7,8 miliardi di euro, con
un balzo del 17,1% sul 2023.
Le sfide: tensioni
geopolitiche e nuovi dazi
Accanto ai tanti risultati positivi, il rapporto evidenzia elementi di complessità,
tutti esogeni al settore, legati a uno scenario geopolitico globale segnato da
incertezze e conflitti, in una fase di transizione delle relazioni economiche
internazionali e di ritorno al protezionismo commerciale.
I nuovi dazi introdotti dagli Stati Uniti nel 2025 rappresentano
una questione particolarmente delicata che trova un approfondimento all'interno
del Rapporto. La valutazione dei loro effetti non può prescindere dalla
specificità dei singoli comparti, dal grado di sostituibilità dei prodotti
italiani sul mercato nordamericano e dalle dinamiche del tasso di cambio, che
influisce sugli scambi in misura analoga alle tariffe. Più in generale, sulla
base dell'accordo Usa/UE del luglio 2025 il settore agroalimentare - gravato da
un dazio addizionale medio ponderato del 12,9% - risulta meno colpito
rispetto a quello di altri Paesi, ma relativamente più penalizzato rispetto a
comparti industriali sensibili, per i quali l'UE ha spuntato trattamenti più
favorevoli. La situazione rimane comunque in evoluzione, essendo tuttora fortemente
influenzata dalle aspettative degli operatori. Una valutazione più accurata dell'impatto dei dazi potrà essere formulata
solo a partire dalla metà del 2026.
Dal
Governo oltre 15 miliardi di euro negli ultimi tre anni per filiere, giovani e innovazione.
Negli ultimi tre anni il Governo
ha mobilitato oltre 15 miliardi di euro per il settore per rafforzare
filiere, innovazione e occupazione giovanile in agricoltura. L'attuazione del PNRR
agricolo ha portato le risorse gestite dal Masaf da 3,6 a 8,9 miliardi di euro.
Tra gli interventi più significativi figura il "Fondo contratti di filiera (FCF)" la cui
dotazione finanziaria è stata incrementata di ulteriori 2 mld di euro per un
totale complessivo di 4 mld di euro.
Dichiarazione Ministro dell'agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida
"I dati presentati mostrano come, in questo settore, i risultati che stanno arrivando, come confermano oggi ISMEA e, nei mesi scorsi, l'ISTAT, dimostrino la correttezza delle scelte compiute. Oggi ho la fortuna di essere ministro di un governo sensibile, nella sua interezza, al tema del settore primario, delle nostre filiere di trasformazione e della capacità di affermarci sui mercati internazionali. I numeri parlano da soli. Il sistema italiano è sostenuto dalle energie che il Governo Meloni ha voluto investire per proteggere il settore, rendendo più sicuri gli imprenditori agricoli, gli allevatori, i pescatori, i silvicoltori e l'agroindustria, che oggi trova nel governo un riferimento utile a far crescere le potenzialità di un sistema straordinario come quello italiano".
Dichiarazione Presidente ISMEA Livio Proietti e Direttore Generale ISMEA Sergio Marchi
"Il Rapporto Agroalimentare ISMEA 2025 descrive un sistema che è insieme motore economico e patrimonio identitario dell'Italia: una filiera solida, capace di reagire alle turbolenze esterne e di crescere sui mercati internazionali nonostante instabilità geopolitica e nuove spinte protezionistiche. I numeri confermano un contributo fino al 15% del PIL lungo l'intera filiera, con primati europei che testimoniano competitività, investimenti e qualità. In questo quadro, l'export resta decisivo: nel 2024 ha sfiorato i 70 miliardi di euro e la crescita prosegue nel 2025. Gli Stati Uniti si confermano uno sbocco imprescindibile, con 7,8 miliardi di euro nel 2024, trainati dai prodotti-simbolo del Made in Italy - dal vino all'olio, dalla pasta ai formaggi stagionati. Tuttavia, le nuove politiche tariffarie statunitensi introdotte nel 2025 aprono una fase delicata: una valutazione piena degli effetti, più accurata solo da metà 2026, dovrà considerare comparti, sostituibilità dei prodotti e dinamiche del cambio. L'eccezionale sostegno pubblico mobilitato negli ultimi anni dal Governo, con risorse pari a 15 miliardi di euro per filiere, innovazione e occupazione giovanile, va nella direzione di rafforzare la capacità competitiva del sistema e valorizzarne l'eccellenza. Il compito di ISMEA è continuare a misurare questi fenomeni con rigore e trasformare i dati in strumenti per il futuro."
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