Contesto globale
Il World Processed Tomato Council (WPTC) stima per il 2025 una produzione mondiale di pomodoro da industria di circa 40,4 milioni di tonnellate (-12% rispetto alla campagna prece-dente). La contrazione è dovuta soprattutto al forte ridimensionamento della produzione cinese (‑53%). Al contrario, la produzione italiana 2025 ha superato 5,8 milioni di tonnellate, in aumento sia rispetto al 2024 (+11%) sia rispetto alla media delle ultime tre campagne (+8%). Con questo risultato, l'Italia torna così al secondo posto nella graduatoria mondiale, subito dopo gli Stati Uniti, seguita da Cina e Spagna, con la Turchia al quinto posto. California, Italia e Cina si confermano le principali aree produttive, rappresentando insieme oltre la metà della produzione globale.
Situazione produttiva in Italia
Come anticipato, nel 2025 la produzione italiana di pomodoro da industria ha superato 5,8 milioni di tonnellate (+11% rispetto al 2024 e +8% rispetto alla media dell'ultimo triennio). Il progresso è dovuto unicamente all'incremento delle superfici: 78.700 ettari, in crescita del 3,7% rispetto al 2024 e del 13% rispetto alla media del triennio precedente. Al contrario, la campagna è stata caratterizzata da rese agricole particolarmente basse: la media nazionale si è attestata a 74,2 tonnellate per ettaro, uno dei valori più contenuti dell'ultimo decennio, penalizzato dalla crisi idrica nel Mezzogiorno e da condizioni climatiche anomale nel Nord.
Nel bacino del Nord Italia le superfici coltivate hanno raggiunto 45.030 ettari, in crescita dell'8% rispetto al 2024, spinte dalla forte domanda dell'industria conserviera. La produzione raccolta e trasformata è stata pari a 3.121.617 tonnellate, con un aumento del 30% rispetto al 2024 e del 16% rispetto alla media del triennio 2022-2024. La resa media per ettaro coltivato è stata di 69,3 tonnellate, si tratta di un dato superiore a quello del 2024 (57,8 t/ha) ma inferiore alla media storica degli ultimi dieci anni (71,0 t/ha). Le rese sono state condizionate negativamente soprattutto dall'andamento climatico. Infatti, le elevate temperature tra giugno e ini-zio luglio hanno provocato la cascola dei fiori, mentre successivamente le piogge intense hanno ulteriormente ridotto la produttività. Le consegne all'industria hanno mostrato un andamento irregolare, con picchi a inizio agosto e nella seconda metà di settembre. Le bacche hanno raggiunto un grado brix elevato, garantendo buona qualità. Le rese inferiori alle attese hanno determinato una riduzione del 13% delle consegne rispetto ai quantitativi programmati.
Nel bacino del Centro‑Sud, gli ettari investiti sono stati 33.665, in lieve flessione rispetto al 2024 ma in aumento del 10% rispetto al triennio 2022-2024. Nel 2025, la produzione raccolta e conferita all'industria è ammontata a 2.718.369 tonnellate di pomodoro con una flessione del 5% rispetto al 2024 ma un incremento dell'1,1% rispetto alla media dell'ultimo triennio. La re-sa media si è attestata a 80,7 tonnellate per ettaro, con una diminuzione di circa il 4% rispetto all'anno precedente e di circa il 7% rispetto alla media dell'ultimo decennio (86,7 t/ha). L'area è stata fortemente colpita dalla crisi idrica, in particolare il bacino di Foggia, dove la carenza d'acqua ha determinato una riduzione della produzione di circa il 5% rispetto al 2024. La qualità del prodotto è risultata buona.
Andamento dei prezzi
Il mercato della materia prima è regolato da accordi interprofessionali che definiscono i prezzi pagati ai produttori agricoli per ciascuna tipologia di prodotto (bacca tonda, bacca lunga e pomodorino), con aggiustamenti legati alle caratteristiche qualitative dei lotti consegnati. Nel 2025 c'è stato un aumento dei prezzi rispetto al 2024 per le tipologie tondo (+3%) e allungato (+22%), mentre il prezzo del pomodorino da conserva è risultato stabile. Rispetto alla media dei prezzi dell'ultimo triennio, nel 2025 c'è stato un incremento dei prezzi per tutte le tipologie di pomodori.
Come anticipato, in entrambi i bacini produttivi italiani, la qualità del prodotto è risultata buona e ciò ha permesso ai prezzi percepiti dagli agricoltori di tenersi su livelli medio alti.
Commercio estero
I dati dell'International Trade Center (ITC) certificano anche per la campagna 2024/25 il primato dell'Italia tra i paesi esportatori di conserve di pomodoro. In particolare, in questa graduatoria l'Italia precede Cina, Spagna e USA.
Le conserve di pomodoro rappresentano il comparto ortofrutticolo con il miglior saldo della bilancia commerciale italiana, un primato confermato dall'andamento degli indicatori del commercio estero. Nell'ultima campagna, da settembre 2024 ad agosto 2025, il saldo ha superato i 2,5 miliardi di euro, grazie a esportazioni per circa 4,7 milioni di tonnellate espresse in peso equivalente di pomodoro fresco (quantità coefficientata) e un valore superiore a 2,8 miliardi di euro.
Acquisti domestici
La stagione commerciale 2024/25 delle conserve di pomodoro è stata caratterizzata da un aumento degli acquisti in quantità del 2% sia rispetto alla campagna precedente sia rispetto alla media delle ultime tre stagioni. Nel 2025 c'è stata anche una lieve riduzione dei prezzi medi al dettaglio, che ha interrotto la fase di rincari iniziata nel 2022, in concomitanza con l'impennata dei prezzi dei prodotti energetici. La dinamica opposta tra crescita degli acquisti e calo dei prezzi ha portato, nel 2025, a un aumento dell'1,3% della spesa delle famiglie.
Prospettive
L'offerta globale della campagna 2025/26 risulta più contenuta rispetto a quella degli ultimi due anni. Per l'Italia, le prospettive dipendono non solo dall'andamento delle vendite al dettaglio, ma anche dalla capacità di mantenere la competitività delle conserve nazionali sui mercati internazionali.
I dati del commercio estero oggi disponibili restituiscono un quadro non uniforme: i prezzi dei concentrati mostrano una tendenza al ribasso, mentre passate e pelati evidenziano segnali di rafforzamento. Un ulteriore fattore determinante è la domanda proveniente dal canale della ristorazione, che continua a rappresentare un segmento strategico per l'intero comparto. Nel complesso, per la campagna in corso, l'insieme di questi elementi delinea uno scenario improntato a un cauto ottimismo.