Roma, 06 luglio 2026 - La filiera
suinicola si conferma un comparto trainante dell'agroalimentare nazionale, con
una forte integrazione tra allevamento, trasformazione e produzioni di qualità.
I salumi a Indicazione Geografica rappresentano oltre il 23% del valore
generato dai prodotti IG del segmento Food, confermando il ruolo del comparto
tra gli asset del Made in Italy agroalimentare.
Nel 2025
il patrimonio nazionale resta sostanzialmente stabile, con quasi 7,8 milioni di
capi, a fronte di un'offerta che riesce a soddisfare circa il 60% del
fabbisogno interno di carne suina e preparazioni, tipico di una filiera in cui
la componente della trasformazione ha bisogno di grandi quantità di materia
prima. La base produttiva conserva, quindi, una dimensione rilevante e continua
a sostenere una filiera ampia e strutturata.
Gli scambi
commerciali evidenziano un quadro in miglioramento: la bilancia commerciale
riduce il saldo negativo a 510 milioni di euro rispetto al 2024, con
importazioni pari a 3,1 miliardi di euro ed esportazioni record di oltre 2,6
miliardi di euro, grazie al segmento dei salumi che rafforza la presenza
internazionale anche con volumi in crescita.
Lo
scenario europeo offre ulteriori elementi favorevoli, con una produzione UE di
carne suina in crescita del 3,7% nel 2025 e una tendenza positiva anche nel
primo trimestre 2026 (+2,7% in peso carcassa). Nei mercati target, l'Italia
conferma una posizione di leadership nel segmento della carne suina conservata:
primo fornitore negli Stati Uniti con una quota in valore dell'80%, in Germania
con il 43% e in Francia con il 49%.
Nel
complesso, la scheda evidenzia una filiera solida, orientata alla qualità,
capace di espandere la propria presenza sui mercati internazionali.