L'agroalimentare italiano nel contesto economico
Nel 2025 l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell'industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell'agricoltura, silvicoltura e pesca.
Nel quarto trimestre del 2025 il Pil è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%. Si registrano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto dell'agricoltura (+0,2%), dell'indu-stria in senso stretto (+0,6%), delle costruzioni (+1,4%).
Nel 2025 le stime preliminari dei conti economici dell'agricoltura Eurostat hanno evidenziato un incremento dell'1,1% dei volumi dei beni prodotti dal settore agricolo. La dinamica dei volumi, unita a un aumento dei prezzi di vendita, ha determinato un incremento del valore della produzione com-plessiva del 4,6%, che ha raggiunto 73,5 miliardi di euro (era 70,2 miliardi di euro nel 2024).
I consumi intermedi sono rimasti per lo più allineati al livello del 2024 (-0,1% in volume), contri-buendo alla dinamica positiva del valore aggiunto ai prezzi base del settore, che è aumentato del 2% in volume e del 7,3% in valore, portandosi a 42,6 miliardi di euro. Con questo risultato, l'Italia si posiziona al secondo posto nella graduatoria UE, dietro alla Spagna (43 miliardi di euro, +13,7%), ma davanti a Francia (33,8 miliardi di euro, +8,8%) e Germania (32,9 miliardi di euro, +5,8%).
L'annata è stata positiva per il complesso delle coltivazioni (+1,8% in volume), mentre sostanzial-mente stabile è stata l'attività nel settore zootecnico (-0,4% rispetto all'anno precedente).
I prezzi all'origine dei prodotti agricoli nazionali, misurati dall'indice Ismea, nel 2025 sono aumentati in media dell'1,3% rispetto ai prezzi del 2024; in particolare, i prodotti vegetali si sono deprezzati del 7% rispetto all'anno scorso, mentre i listini dei prodotti della zootecnia sono aumentati in media del 10,8%. Nell'ultimo trimestre dell'anno l'indice Ismea indica una contrazione tendenziale del 5,1% determinata dal calo delle quotazioni dei prodotti vegetali (-13,1%), mentre crescono i prezzi dei prodotti zootecnici (+4,1%). Rispetto al terzo trimestre 2025 i prezzi all'origine dei prodotti agricoli sono calati del 2,3%, sintesi della diminuzione registrata sia per i listini dei prodotti vegetali (-2,1%) che per quelli dei prodotti animali (-2,7%).