Roma, 14 novembre 2013
Il terzo trimestre del 2013 ha concesso una tregua alla crisi che attanaglia gli allevamenti italiani di carne bovina. È quanto emerge dal report congiunturale di Ismea "Tendenze" relativo al settore bovino da carne, da cui si evince un lieve recupero della redditività dopo un lungo periodo di contrazione.
L'analisi congiunta dell'andamento dei prezzi alla stalla corrisposti agli allevatori e dei costi di produzione da loro sostenuti, indica infatti un miglioramento della ragione di scambio dell'1,4%, dovuto principalmente alla riduzione dei prezzi del mangimi. Dopo la fiammata registrata tra la fine del 2012 e la prima metà del 2013, i prezzi dei composti destinati all'alimentazione animale hanno infatti registrato una riduzione del 5,7% rispetto al trimestre precedente e del 3,1% su base tendenziale.
Nello stesso periodo anche i prezzi di vendita del bestiame spuntati dagli allevatori hanno registrato una contrazione, seppure di entità più lieve rispetto alla dinamica negativa dei fattori produttivi.
Ma le difficoltà del comparto non si esauriscono agli alti costi che gravano sugli allevamenti. La domanda di carne continua a mostrare segnali di debolezza a causa del progressivo deterioramento del potere d'acquisto delle famiglie italiane, costrette a tagliare anche sull'alimentazione. Nel periodo gennaio-settembre 2013, i dati del Panel sui consumi domestici Ismea Gfk-Eurisko indicano una flessione degli acquisti di tagli bovini sia in termini di volumi (-3,7% su base annua) che di spesa (-3,2%).
Dinamiche che stanno inevitabilmente riflettendosi sulle macellazioni nazionali, che secondo stime Ismea subiranno per il 2013 una riduzione del 4% . Le flessioni più significative dovrebbero interessare soprattutto i vitelloni mentre vengono stimate in aumento le macellazioni di vacche e altre categorie minori, a conferma dell'attuale tendenza a privilegiare carni meno pregiate.