13 febbraio 2017
Negli Stati Uniti le importazioni di vino, secondo elaborazioni Ismea su dati Ihs-Gta. hanno chiuso il 2016 con una progressione, seppur minima, sia in volume (+1%), sia in valore che, misurato in euro, è arrivato a superare i 5 miliardi (+3%), Questo risultato dovrebbe far conservare il primato mondiale statunitense delle importazioni di vino a valore ed il terzo posto in quelle a volume, dietro Germania e Regno Unito (secondo la graduatoria del 2015).
Sono soprattutto le bollicine ad aver determinato questo passo in avanti e lo sono in particolar modo quelle italiane. Dai dati statunitensi, infatti, emerge che la domanda a stelle e strisce degli spumanti italiani è cresciuta del 28% a volume e del 34% a valore, contro una domanda media a livello mondiale rispettivamente del 18 e 12%. L'Italia consolida quindi il primato come fornitore degli Usa anche nel segmento degli spumanti con una quota pari al 55% del totale, mentre a valore la Francia è sempre leader con 59%. Nel 2016, peraltro, le richieste statunitensi di vini spumanti transalpini sono cresciute decisamente meno rispetto a quelli italiani: +9% a volume e +4% a valore.
Spostando l'attenzione agli altri prodotti che compongono il paniere della domanda Usa, si evidenzia, in volume, un sostanziale stallo per i vini in bottiglia ed una lieve flessione per i vini sfusi.