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Vino - Ultime dal settore

L'import Usa fa il pieno di sfuso

Roma, 14 giugno 2012

Partono bene le importazioni statunitensi di vini. Nel primo trimestre 2012, infatti, gli acquisti Usa fuori dai propri confini sono arrivati a 2,8 milioni di ettolitri, il 21% in pi¨ rispetto ai 2,3 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso.

 

In salita anche gli esborsi, sebbene l'entitÓ della crescita sia significativamente inferiore rispetto a quella registrata dai volumi. Ed il motivo risulta evidente se si analizzano i differenti segmenti che compongono il mondo vino.
Si evidenzia, infatti, un deciso passo in avanti dei vini sfusi, pi¨ che duplicati rispetto al primo trimestre del 2011 e che hanno giÓ superato 1 milione di ettolitri. Questo porta il segmento degli sfusi a coprire il 39% del totale delle importazioni a stelle e strisce, quota piuttosto elevata rispetto alla media che nell'ultimo anno e mezzo Ŕ stata appena del 22% ma  che giÓ negli ultimi tre mesi del 2011 era stata del 34%.

 
 

Da gennaio a marzo del  2012 ad accrescere il proprio ruolo nel mercato statunitense dello sfuso sono stati i paesi dell'Emisfero Sud, tradizionalmente fornitori di questa tipologia di vini.
Cile, Australia e Argentina, nell'ordine, hanno coperto l'81% della domanda totale di sfuso, contro il 67% del primo trimestre del 2011.

Il Cile, in particolare ha pi¨ che triplicato le proprie consegne ma anche Australia ed Argentina hanno messo a segno performance di tutto rispetto. In flessione, invece, la domanda di vino sfuso italiano e spagnolo.
A fronte di questo exploit del vino sfuso si evidenzia una battuta d'arresto della domanda di vini in confezioni minori di due litri (-7%), con una decisa tenuta della spesa corrispettiva (+4%). E, come a compensazione di quanto accaduto nello sfuso, a fare le spese delle minor richiesta di confezionati sono stati essenzialmente Australia, Argentina e Cile con flessioni  rispettivamente del  12, 14 e  15 per cento.  Aumenta, invece,  la Francia, soprattutto in termini di valore (+21%) con un passo in avanti dei volumi del 6%, mentre Ŕ  in leggera flessione l'import dall'Italia.

Italia che resta saldamente al comando della graduatoria dei Paesi fornitori non solo in questo segmento, ma considerando il complesso del paniere delle importazioni statunitensi . Dagli inizi del 2012, stando ai dati di fonte Usa, sembrano diminuite le consegne italiane entro i confini statunitensi. I 660 mila ettolitri, infatti, fanno segnare un -3% su base annua a fronte di un lieve incremento dei corrispettivi (+1%). Alla leggera delusione per  confezionati e sfusi si affianca invece la soddisfazione dei produttori per  la brillante performance degli spumanti: +20% in volume e +21 in valore.

Tra i principali Paesi  fornitori, peraltro, l'Italia sembra l'unico ad aver avuto una battuta d'arresto.

 
 
 

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