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On line lo speciale Ismea sull'uva da tavola

Roma, 27 settembre 2019


La campagna 2019 delle uve da tavola è in pieno svolgimento e i dati e le informazioni che provengono dai mercati compongono un quadro caratterizzato da andamenti differenti per le diverse varietà e nelle varie piazze monitorate. In generale, l'andamento climatico e le abbondanti piogge di maggio hanno condizionato negativamente la prima parte della campagna. In Sicilia, le varietà precoci hanno registrato una riduzione delle quantità prodotte e un ritardo di circa due settimane rispetto al periodo di riferimento per la raccolta. Le uve vittoria sotto tunnel hanno registrato fino a tre settimane di ritardo. Anche nelle principali aree produttive pugliesi si è registrato un ritardo della maturazione ed una flessione delle rese delle varietà precoci. Prendendo in esame i prezzi all'origine delle diverse varietà emerge in particolare che le uve della varietà Vittoria hanno spuntato prezzi in aumento rispetto al 2018 sulle piazze di Catania e Foggia, mentre negli altri areali pugliesi hanno registrato una tendenza negativa. Il confronto dei prezzi 2019 con quelli medi delle ultime cinque campagne evidenzia una variazione positiva su tutte le piazze. 

Le varietà di uve apirene raccolte in luglio ed agosto hanno registrato prezzi in aumento rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. Le uve della varietà Palieri registrano prezzi in flessione rispetto al 2018 ma in aumento rispetto alla media delle ultime cinque campagne. 

Infine, le uve delle varietà Italia e Red Globe mostrano una variazione positiva sia rispetto al 2018 sia rispetto alla media delle ultime 5 campagne. Relativamente all'export, l'Italia è quinta tra i paesi esportatori, con spedizioni per circa 700 milioni di euro, preceduta dagli USA e tallonata dal Perù. L'Italia è il principale produttore europeo, ma attualmente l'offerta italiana è incentrata su "varietà storiche" come Vittoria, Palieri, Italia e Red Globe e presenta una scarsa disponibilità di nuove varietà e di uve seedless. Per questo motivo le esportazioni italiane sono sempre più minacciate dai paesi produttori emergenti che sono in grado di guadagnare quote sui principali mercati di sbocco grazie a uve di elevata qualità, ben presentate e offerte ad un prezzo competitivo. L'andamento delle esportazioni italiane di uve da tavola tra il 2014 ed il 2018 evidenzia una sostanziale stabilità in termini di volumi intorno alle 450mila tonnellate. L'aumento dei prezzi medi ha determinato la crescita degli introiti da 560 a 665 milioni di euro, a valori correnti. 

 

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